Perché la qualità dei contenuti è più importante di quanto pensiamo.
Immaginiamo di essere catapultati all’improvviso in un ambiente ostile.
Una giungla, per esempio. Ma non una giungla da show televisivo sulla sopravvivenza, una giungla di quelle in cui dietro ogni foglia o tronco c’è qualcuno che vuole mangiarci.
Non conosciamo il territorio, non sappiamo cosa mangiare, cosa evitare, dove andare. In una situazione del genere, la prima cosa da fare non è muoversi in fretta, né dimostrare coraggio, ma raccogliere informazioni.
Capire dove siamo. Osservare l’ambiente. Imparare a distinguere ciò che è utile da ciò che è pericoloso.
La qualità delle informazioni che riusciamo a ottenere fa la differenza tra sopravvivere o soccombere. Informazioni sbagliate, incomplete o distorte possono portarci a decisioni fatali.
Informazioni affidabili, contestualizzate e comprensibili aumentano le possibilità di sopravvivenza.
La nostra giungla quotidiana
La società contemporanea non è una giungla nel senso letterale del termine, ma è un ambiente complesso, stratificato, spesso ostile.
Viviamo in un tempo fatto di accelerazione, sovraccarico informativo, crisi multiple, polarizzazione, incertezza diffusa. Ogni giorno siamo chiamati a orientarci tra scelte, opinioni mentre cerchiamo di interpretare un mondo che sta cambiando rapidamente.
E come in una giungla, anche qui la nostra capacità di muoverci dipende dalle informazioni che raccogliamo.
Oggi gran parte di queste informazioni, per gran parte delle persone, arrivano dai social media.
E arrivano, quasi sempre, per mezzo dei creator.
I creator come mediatori dell’ambiente
Che ci piaccia o no, i creator sono diventati i mediatori dell’ambiente informativo in cui viviamo.
Non sono semplicemente intrattenitori. Non sono solo produttori di contenuti.
Sono persone che selezionano, interpretano, traducono la realtà in forme condivisibili via social, nel bene e nel male.
Quando seguiamo un creator, non stiamo solo scegliendo cosa guardare.Stiamo scegliendo da chi farci raccontare il mondo.
In una giungla, affidarsi alla persona sbagliata può significare finire in un vicolo cieco.
Nella società contemporanea, affidarsi a fonti poco affidabili, semplificazioni estreme o narrazioni tossiche può portarci a costruire una percezione distorta della realtà.
La qualità delle informazioni conta
Non tutte le informazioni hanno lo stesso valore. Non tutti i contenuti aiutano a orientarsi.
Alcuni semplificano eccessivamente, altri alimentano paure, altri ancora trasformano la complessità in scontro, riducendo tutto a tifoserie e slogan.
In un ambiente complesso la semplificazione estrema non aiuta a sopravvivere, aiuta solo, forse, a sentirsi temporaneamente al sicuro.
La qualità delle informazioni che assorbiamo ogni giorno — la loro accuratezza, profondità, onestà — incide direttamente sulla nostra capacità di capire ciò che ci circonda. E quindi sulla nostra capacità di prendere decisioni, individuali e collettive.
Perché i social non sono “solo social”
Spesso parliamo dei social come se fossero una distrazione, un passatempo, qualcosa di marginale.
Ma se la maggior parte delle informazioni che utilizziamo per interpretare il mondo passa da lì, allora i social non sono affatto marginali.Sono uno degli ecosistemi principali in cui si costruisce la percezione della realtà.
Ignorarli, demonizzarli o considerarli irrilevanti significa rinunciare a capire come funziona davvero l’ambiente in cui viviamo.
Ecco perché analizzare i social e i creator non è un esercizio superficiale ma un modo per interrogarsi sulla qualità delle informazioni che utilizziamo per orientarci nella nostra “giungla” quotidiana.
DIXIT come spazio di orientamento
DIXIT nasce proprio da questa consapevolezza.
Non per dire quali creator seguire o quali contenuti evitare.
Ma per creare uno spazio in cui fermarsi, osservare, analizzare.Capire come funzionano i contenuti, quali dinamiche premiano certi messaggi, quali narrazioni diventano dominanti, significa aumentare la nostra capacità di orientarci. Non per controllare la realtà, ma per abitarla con maggiore consapevolezza.
Sopravvivere non basta
In una giungla, l’obiettivo è sopravvivere.
In una società invece, sopravvivere non è sufficiente.
Vogliamo capire.
Vogliamo scegliere.
Vogliamo immaginare il futuro.
E per farlo abbiamo bisogno di informazioni di qualità, di narrazioni oneste, di voci capaci di
restituire complessità senza trasformarla in caos.
Se oggi una parte fondamentale di queste informazioni passa dai social e dai creator, allora ignorarli non è un’opzione. Capirli, invece, è uno dei passi necessari per comprendere il mondo in cui viviamo.
DIXIT utilizza il mondo dei contenuti digitali, dei creator e dei new media non per celebrarli, ma per cercare di comprendere quello che forse è il più potente, e probabilmente anche il più democratico, strumento comunicativo della storia.
E proprio perché i social media sono uno strumento così potente, allora forse vale la pena usarli per costruire una società migliore.
Autore: Andrea Amato