strutturare e raccogliere al meglio le tue idee
Ti ritagli finalmente un po’ di tempo e ti ritrovi a leggere un articolo, ascoltare un podcast o a guardare un filmato su YouTube a dir poco illuminante.
Passano alcune ore, arrivano delle notifiche sul tuo smartphone e quasi tutto è già caduto nel dimenticatoio.
Oppure, memore di tutte le distrazioni della vita e ricordando quante volte hai pensato “stavolta non mi farò sfuggire questa cosa”, salvi il collegamento tra i preferiti.
Un link che nel giro di qualche giorno sparirà nel cimitero digitale insieme a tutti gli altri salvati in passato.
Come ho spiegato nel mio precedente articolo “ESTENDIAMO LA MENTE: addio sovraccarico di informazioni, bentornata creatività”, questa piccola amnesia quotidiana non è un segno di invecchiamento ma la conseguenza diretta del sovraccarico informativo a cui siamo sottoposti ogni secondo.
Non è nemmeno pigrizia, è la nostra memoria interna che sta andando in protezione.
La verità neuroscientifica: il problema del disco pieno
Dobbiamo accettare un dato di fatto: il nostro cervello biologico è una macchina straordinaria per elaborare pensieri e creare connessioni, ma è strutturalmente pessimo per conservare dati grezzi a lungo termine.
Pretendiamo che la nostra mente faccia il lavoro di un magazzino dati.
Arrivati ad un certo punto memorizzare informazioni nel nostro cervello e tenere aperti ed elaborare tanti archivi, cioè pensieri e quindi preoccupazioni, non è più possibile.
Per analogia il disco dati e quello virtuale, la nostra ipotetica ROM e RAM, sono saturi e oberati.
E si inizia perciò a rallentare, surriscaldarsi e anche la minima operazione sembra un’agonia in attesa dell’elaborazione.
La soluzione è demandare esternamente e organizzare con una applicazione digitale lo stoccaggio dei dati che vogliamo memorizzare, ricordare e sapere.
Capire chi sei per organizzare ciò che sai
Oggi siamo nell’era della prospettiva, non più nell’era dell’informazione: ciò che conta davvero è sapere come interpretare le notizie che ricevi.
Invece di adottare un metodo imposto da altri ti suggerisco di identificare il tuo stile attraverso tre macro-tipologie, o archetipi:
- L’Architetto: se ami l’organizzazione, le strutture e i sistemi gerarchici. Ti piace costruire dei “cassetti” personalizzati dove inserire ogni informazione? Per te l’estensione della mente deve essere perfettamente organizzata per ridurre lo stress.
- Il Giardiniere: per chi desidera piantare idee qua e là come nel film “Inception” e scoprire successivamente dove possono portare. I cassetti ti sembrano pareti insormontabili e rigide? Per te ogni appunto deve portarti a navigare lasciandoti sorprendere dalle connessioni creative che affiorano.
- Il Bibliotecario: sei un collezionista e accumulatore di articoli, ricerche e dati? Quando li vedi pensi sempre “torneranno utili prima o poi”? Nelle note vuoi trovare le parole chiave e sarà l’applicazione che farà il resto aiutandoti a ritrovare quello che in futuro riterrai utile in quel preciso momento.
Ti sembrerà ovvio che siamo un po’ la commistione di tutti questi ma capire in quale tra questi archetipi ti immedesimi maggiormente ti porterà al passo successivo: la scelta dell’applicazione di note digitali, il tuo magazzino.
Strumenti per ogni stile e necessità
Nascono ogni giorno applicazioni di note e io stesso ne ho provate molte prima di arrivare a quella che ritengo più adatta al mio stile.
Non posso suggerire quale scelta fare perché la più corretta è quella che senti più tua.
Posso aiutarti però ad associare delle applicazioni attualmente molto utilizzate agli archetipi che ti ho descritto e lasciarti la libertà di provarle e farle tue:
- Per l’Architetto: Notion. Permette di costruire archivi strutturati e pagine concatenate. È perfetto per chi vuole un assistente personale affidabile per organizzare progetti e aree di responsabilità.
- Per il Giardiniere: Obsidian. Non si basa su cartelle rigide, ma su collegamenti tra le note. Questo aiuta la mente biologica a creare nuovi ragionamenti partendo da spunti distanti.
- Per il Bibliotecario: Evernote. La sua forza è la capacità di recuperare una nota specifica in pochi secondi attraverso la ricerca testuale, trasformando un archivio immenso in una risorsa sempre pronta.
- E se non ti ritrovi in nessuno (o ognuno) questi modelli? Nessun problema! Usa le applicazioni già integrate nel tuo cellulare come Note di Apple o Google Keep. Sono veloci e perfette per togliere un pensiero dalla mente e guardarlo sullo schermo.
Inizia a far respirare la tua mente
Costruire un’estensione della mente non significa dover diventare più intelligenti e stravolgere il tuo modo di interpretare il lavoro o lo studio ma solo inserire una piccola abitudine.
Quest’ultima semplicemente ti aiuterà a diventare più capace di usare l’intelligenza che già possiedi.
Sarà un archivio che cresce e matura insieme a te.
Ricorda l’esercizio che abbiamo accennato nel primo articolo, fai una prova: scrivi la tua prima preoccupazione o idea su una delle app di note che ho citato e toglitela dalla testa.
Sentirai già la mente respirare un po’ di più.
Il viaggio verso un uso personale della tua creatività senza stress è appena iniziato.
Quale archetipo senti più tuo?
Qual è la sfida più grande che incontri nell’organizzare le tue idee digitali?
Scrivilo nei commenti e se vuoi andare maggiormente in profondità su questi temi chiedi un approfondimento: sarò felice di aiutarti!
Autore: Luca Mattiussi – Grafico e Docente